foibe e confine orientale 1920-1947, Informazione

Foibe, il pasticcio del sindaco Rocchi

Il Sindaco di Cologno tenta di mettere in cattiva luce l’evento della Rete Antifascista (e la sua relatrice) e si schiera con i fascisti di Casapound

L’avevamo messo in conto, e purtroppo è realmente successo. La nostra conferenza “Le foibe nelle complesse vicende del confine orientale 1920-1947”, la cui unica relatrice è la giornalista e ricercatrice storica triestina Claudia Cernigoi, è a concreto rischio censura. Cosa sta succedendo? Cerchiamo di fare ordine.

Revoca dell’autorizzazione

Nella giornata dell’1 febbraio ci è arrivata una lettera dall’ufficio competente per lo spazio comunale per cui avevamo chiesto il permesso. Abbiamo seguito l’iter previsto dal regolamento, che prevede tra le altre cose di allegare una locandina dell’iniziativa che si va a organizzare. Come potete vedere, ci era stato concordato l’uso dello spazio.

Nella lettera del 1 febbraio, a firma del tecnico competente, viene invece revocata l’autorizzazione, senza addurre alcuna motivazione, cosa che non è prevista dal regolamento comunale, pena la nullità della decisione. Dunque non possiamo fare a meno di denunciare questo fatto, e faremo in modo di avere delle motivazioni alla base di questa scelta. Come mai questo cambio di idea?

Le dichiarazioni di Rocchi a mezzo stampa

Sempre l’1 febbraio, è apparso sulla versione web del quotidiano “Avvenire” un articolo che parla della nostra conferenza del 7 febbraio, che riporta, tra le altre cose, delle gravi e inopportune dichiarazioni del sindaco Rocchi, che a quanto leggiamo si assume la piena responsabilità della decisione. «Riteniamo che la conferenza in oggetto, tenuta da una relatrice famosa per le sue posizioni negazioniste e revisioniste sulle foibe e l’esodo istriano facilmente rinvenibili in internet, non sia per niente opportuna a ridosso di una ricorrenza come il Giorno del Ricordo, così importante per tutti i cittadini. Pertanto, in accordo con l’intera giunta comunale, si è deciso di non autorizzarne lo svolgimento il 7 febbraio ma in data successiva da concordare con l’amministrazione, facendo salva la libertà di espressione e portando il dovuto rispetto a tante persone vittime delle vicende storiche menzionate»

In poche righe il sindaco mette insieme un invidiabile campionario di menzogne, inesattezze, e cose che non c’entrano nulla, oltre al fatto che non viene riportato nessun elemento a sostegno delle accuse mosse. Il sindaco è in grado di provarle? Se le presunte posizioni negazioniste di Claudia Cernigoi sono “facilmente rinvenibili in internet”, perché non citarle? Anche questa volta cerchiamo di diradare la (solita) cortina fumogena.

Negazionismo

Come abbiamo già scritto, e come ha scritto anche la diretta interessata in una sua lettera aperta al sindaco, la relatrice non è affatto “negazionista”: negazionismo vuol dire negare che un avvenimento storico sia avvenuto. Noi e la relatrice non intendiamo assolutamente negare che ci siano stati assassinii e “infoibamenti” in quel periodo: vogliamo solo fare chiarezza sul perché ci siano stati, inquadrandoli in una cornice storica più ampia, che non sia solo quella degli anni in cui quegli eccidi effettivamente avvennero.

Revisionismo

Non è una parolaccia, vuol dire semplicemente, come scritto sul dizionario Treccani «in storiografia, tendenza a modificare interpretazioni storiche ormai consolidate, spec. sulla base di ricerche volte a riconsiderare particolari aspetti dei fenomeni che ne costituiscono l’oggetto». Dunque il revisionismo, specie se finalizzato alla ricerca della verità storica e basata su documenti ed evidenze oggettive, come quello praticato da anni Claudia Cernigoi, dovrebbe essere qualcosa di auspicabile da tutti, anziché osteggiato. Come mai il sindaco Rocchi e la sua giunta (ma non solo loro) sono così spaventati dal revisionismo sulla questione foibe? Perché sono così spaventati dal fatto che si provi a stabilire una ricostruzione più attendibile rispetto a quella che ci è stata proposta in questi quindici anni di “giorno del Ricordo”? O forse la nostra amministrazione è più incline ad altri revisionismi, come quelli dell’associazione “Rivivere il passato” sul nazifascismo, a cui concessero la festa in maschera “Cologno al tempo della seconda guerra mondiale” nel giugno dello scorso anno?

CasaPound ordina, il sindaco obbedisce

Come avevamo già fatto notare, il consigliere Lorenzo Corradini, in quota all’organizzazione dei “fascisti del terzo millennio” CasaPound e sostenitore di questa giunta, qualche giorno fa si lamentava sulla sua pagina Facebook della concessione di uno spazio comunale per la nostra conferenza. Dopo qualche giorno, coincidenza?, arriva la revoca. È stato su impulso (o ricatto?) di Corradini che è arrivata questa decisione? Sarebbe opportuno che il sindaco lo renda noto. A margine, non possiamo che nuovamente portare alla luce la contraddittorietà della condotta dell’amministrazione sul tema dell’agibilità politica ai neofascisti: ha nelle sue file chi si richiama al fascismo, obbedisce agli ordini di chi dovrebbe essere fuori legge in base al dettato costituzionale, gli concede spazi con tanto di patrocinio, di contro vietandoli a chi cerca di fare un’opera di corretta informazione su vicende ancora discusse tra gli storici. Sempre a proposito di contraddittorietà, ci fa specie che Corradini tacci Cernigoi di negazionismo, quando all’interno della sua organizzazione, qualche anno fa, sono stati scoperti negazionisti della Shoah, fatto su cui invece ci sono fior di documenti e prove. Invece di sbraitare contro chi cerca solo di fare luce sulle cause dei massacri delle foibe, forse Corradini e CasaPound dovrebbero chiarire il loro rapporto con il fascismo e il negazionismo della Shoah.

L’esodo istriano, fiumano e dalmata

Il sindaco cita nelle sue dichiarazioni l’esodo istriano, fiumano e dalmata, che possiamo catalogare alla voce: “cose che non c’entrano nulla”. Ci furono migrazioni di italiani dalle zone che passarono alla Jugoslavia dopo la Seconda guerra mondiale, ma non tutti sono riconducibili direttamente alle rappresaglie jugoslave che culminarono con gli assassinii delle foibe. Migrazioni, ricordiamo, che si estesero su un periodo ben più lungo di quello preso in considerazione dalla conferenza (1920-1947).

Il rispetto delle vittime

Il sindaco parla di rispetto delle vittime tra i motivi alla base della scelta della sua giunta. Anche qui possiamo catalogare alla voce “cose che non c’entrano nulla”, oltre all’inopportunità di tirare in ballo chi ha vissuto vicende molto dolorose, solo per usarle come foglia di fico per decisioni altrimenti ingiustificabili: la libertà di espressione che il sindaco dice di voler garantire dovrebbe valere sempre, non a giorni alterni. La nostra conferenza non intende dare giudizi sulle singole persone e fare attacchi mirati a questa o quella persona, specie se defunta. Vogliamo solo che queste vicende storiche siano contestualizzate meglio, che si faccia chiarezza su fenomeni che spesso vengono accomunati (gli assassinii delle foibe e le migrazioni degli italiani da Istria e Dalmazia) nonostante si siano sviluppati in periodi molto più lunghi rispetto a quelli in cui vengono compressi da chi oggi non vuole si parli in modo più approfondito di quelle vicende.

Conclusione

Il problema sulle foibe è proprio questo: anziché cercare di giungere a una verità storica basata su elementi oggettivi (documenti, atti processuali, articoli di taglio scientifico), si è continuato a prendere per oro colato fonti che non hanno riscontri univoci e oggettivi, mischiare tra loro avvenimenti collegati solo di striscio, decontestualizzarli, richiamare in causa in modo strumentale chi ha vissuto e subito quelle vicende. Pensiamo che una vera pacificazione sia possibile solo se si accetta un metodo di ricerca storica condiviso e se si mettano da parte ideologie e tornaconti personali e politici. Cosa che qualcuno ancora oggi invece sembra non voler fare.

Dato che noi invece riteniamo importante che si agisca in modo “scientifico” anche sulla ricerca storica, proporremo una nuova data per tenere la conferenza nella nostra città e, soprattutto, visto l’impegno già preso con la relatrice che verrà qui apposta da Trieste, confermiamo la conferenza del 7 febbraio con Claudia Cernigoi: si terrà nel salone della Casa del popolo di Brugherio in piazza Battisti 1.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Rete Antifascista Cologno, 3 febbraio 2019

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5 risposte a "Foibe, il pasticcio del sindaco Rocchi"

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