Perché non vogliamo il campo nazista?

Tra il 30 e il 31 marzo si viene a sapere che l’amministrazione comunale leghista di Cologno organizzerà poco prima del 25 aprile (il 21 e 22) una “rievocazione storica” di un campo di fanteria dell’esercito tedesco della Cologno monzese nella seconda guerra mondiale (che per chi fosse un po smemorato, era in quegli anni asservito al governo dittatoriale di un certo Adolf Hitler), di fronte alla sede del municipio, con tanto di manifesto che spiega le attività del campo, tra cui “preparazione del rancio con ricette d’epoca”, “consegna onorificenze”, “simulazione di attività di soccorso”.
L’allegra compagnia di figuranti che appare nel manifesto si chiama 36 Füsilier Kompanie, dal nome di un gruppo di fucilieri che facevano parte di una divisione delle SS in cui venivano reclutati “bracconieri (per l’abilità di tiro nella caccia ai partigiani), militari puniti per vari motivi, e poi criminali comuni: stupratori, assassini, molestatori di bambini”. Un ottimo esempio a cui ispirarsi, non c’è che dire! Consigliamo questo post dell’Osservatorio Democratico per sapere chi fossero e le orribili azioni di cui si macchiarono.

A notizia esplosa, i nostri amministratori forse si accorgono di aver esagerato: la locandina viene modificata con l’inserimento di un’associazione, Rivivere il passato, di cui però nessuno riesce a trovare traccia. Spuntano tra le attività anche dei “banchi didattici”, in cui però non è specificato che cosa verrà spiegato, da chi e come… da dei figuranti con la divisa dell’esercito nazista magari?
Intervistato da qualche giornalista, il sindaco tiene a precisare che l’evento “avrà un taglio culturale” (ma senza specificare di quale tipo di cultura), che non ci saranno solo i nazisti, ma anche i partigiani e l’Armata Rossa… che mai arrivò a Cologno, e ciò dovrebbe far capire quale sia l’interesse per l’accuratezza della “ricostruzione”. Il sindaco stesso dice che l’evento non è patrocinato e che la data è stata scelta casualmente perché la compagnia di figuranti era libera solo in quel periodo.
Peccato che il giorno dopo queste dichiarazioni spunti la determina di giunta che mostra che l’evento sia organizzato dall’amministrazione “in occasione della festa di Liberazione”, che preveda solo “la ricostruzione di un campo militare della Wehrmacht”, e che vengono pure messi soldi comunali per organizzarla (3000 euro).

L’eco della vicenda assume dimensioni impensabili, tanto che anche giornali internazionali ne parlano.

Uno potrebbe pensare che a questo punto l’amministrazione comunale abbia fatto marcia indietro e ammesso l’errore… macché!
Anzi, come se non bastasse i sostenitori e gli stessi amministratori nelle discussioni sui vari gruppi Facebook cittadini rivendicano il valore educativo di un’iniziativa del genere, in cui in sostanza un esercito che si rese responsabile delle peggiori atrocità che la storia abbia conosciuto viene normalizzato e messo in scena a preparare “ricette d’epoca”, come se si trattasse di innocenti scolaretti in gita fuori porta. Riteniamo invece che ciò non abbia nulla di educativo, tanto più per i più giovani che ancora non conoscono bene quel tragico periodo storico e i protagonisti di quella pagina buia della storia, e che una rappresentazione del genere, non contestualizzata, possa solo creare confusione.

Una rete di partiti, associazioni, sindacati e singoli cittadini lancia l’8 aprile un pacifico presidio in piazza per far pressione sull’amministrazione comunale affinché cancelli gli eventi in programma il 21 e 22 aprile.

Pochi giorni dopo questo lancio, il sindaco convoca una conferenza stampa, in cui dichiara che la rievocazione è rimandata a giugno perché il prefetto ha ravvisato che ci sarebbero potuti essere disordini nelle date scelte per l’iniziativa: non sappiamo però secondo quali informazioni il prefetto abbia fatto queste valutazioni, né se siano riferite solo al 21-22 aprile o anche al presidio lanciato per il 14.

In ogni caso il sindaco si spende in una serie di illazioni (dal comunicato stampa del sindaco: ” polemiche sterili e basate sulla menzogna”) su chi ha manifestato dissenso, sulla scelta di organizzare questa iniziativa, oltre che sul contenuto non chiaro dell’iniziativa in sé accusandolo, neanche troppo tra le righe, di voler fomentare disordine e violenza.  Le leggi dello stato italiano però ancora consentono  di esprimere critiche a chi ha incarichi istituzionali e alle sue scelte.

Il giorno dopo la conferenza stampa, sindaco e assessore alla cultura Dania Perego pubblicano un video sulla pagina facebook del sindaco in cui spiegano il contenuto dell’iniziativa e i motivi del rinvio. Anche qui però qualcosa non torna: si dice che forse ci sarà un partigiano originale, e anche una bandiera originale partigiana, tra le altre cose. Come mai tanta vaghezza? L’evento non era già stato organizzato in tutti i dettagli? Se anche lo sarà a giugno, perché non essere precisi e fare nome e cognome del partigiano che sarà presente?

Quello che abbiamo sentito, dunque, a noi non basta e non ci convince. Contestualmente alla conferenza stampa del sindaco, infatti, appaiono una relazione sull’associazione Rivivere il passato e una nota del presidente dell’associazione, tale Emilio Aurelio Pontini, in cui si dice che l’associazione è stata fondata nel 2017 (mentre il sindaco aveva detto che è nata nel 2013) e in cui rassicura tutti di non essere un invasato nazista ma solo “un appassionato storico, quasi dottore”.

Già.

Sulla già citata pagina facebook della  36 Füsilier Kompanie, però, figura questo video, che si apre con queste parole: “Nei tetri anni della seconda guerra mondiale ai criminali fu concessa una seconda possibilità… combattere nei temuti battaglioni disciplinari per la gloria del Terzo Reich”. Seguono le immagini di figuranti che simulano azioni di guerra con le divise dell’esercito nazista.
Al termine del video, come referente di questo gruppo compare il nome di un tale Emilio Pontini, con tanto di numero di telefono. Sono la stessa persona? Che collegamento c’è tra questa 36 Füsilier Kompanie e l’associazione Rivivere il passato, di cui ancora non si trovano tracce su internet, né riscontri sulle iniziative che dicono di aver organizzato da altre parti in Italia?

Viste le ambiguità mostrate in fase di pubblicizzazione, le bugie del sindaco (queste sì, comprovate) sulla scelta della data iniziale e il finanziamento fatto dal Comune per l’iniziativa, oltre che le pesanti zone d’ombra che circondano l’associazione con cui l’amministrazione ha scelto di collaborare, secondo noi non ci sono ancora i presupposti perché questa iniziativa abbia luogo, tanto più visto che in passato l’amministrazione ha patrocinato associazioni legate alla galassia nazifascista.

Pertanto chiediamo la revoca definitiva di questa manifestazione e pretendiamo le scuse dell’amministrazione comunale a quanti si sono limitati a esprimere dissenso sulle sue discutibili scelte.

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3 pensieri riguardo “Perché non vogliamo il campo nazista?”

  1. Quel bugiardo del sindaco si è pure inventato un fantomatico partigiano che avrebbe dovuto presenziare a questa iniziativa. Senza vergogna e senza dignità.

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