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Sesto San Giovanni dice NO a Casapound

Proprio nei giorni in cui Casapound viene indagata a Bari per aggressioni e ricostruzione del disciolto partito fascista, l’amministrazione comunale di Sesto San Giovanni (esattamente come quella di Cologno Monzese negli ultimi anni) ribadisce testardamente di voler concedere all’organizzazione uno spazio comunale per un “convegno”.
Chi usa metodi squadristi contro avversari politici e persone portatrici di differenze, chi si autodefinisce “fascista del terzo millennio”, non dovrebbe aver alcun riconoscimento pubblico in una città medaglia d’oro per il suo contributo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo.
L’abbiamo sempre detto e lo ribadiamo: Casapound non è un partito come gli altri, né può rientrare nella normale dialettica democratica.
Invitiamo perciò a tenersi liberi in vista del 18 gennaio 2019, per partecipare alle mobilitazioni promosse dal Comitato antifascista di  Sesto San Giovanni in piazza della Resistenza (davanti al municipio) a partire dalle 16:00.
#SestoResiste #NoPasaran #AiNostriPostiCitroverete #antifa

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Petizione: NO Casapound a Sesto San Giovanni

In avvicinamento alla mobilitazione del 18 gennaio prossimo, il Comitato antifascista di Sesto San Giovanni ha lanciato una petizione on line per chiedere la revoca della concessione allo spazio Arte (comunale) a un “convegno” dei neofascisti di Casapound.
Invitiamo a firmare e condividere la petizione (clicca QUI).

Lo squadrismo digitale di Casapound Milano

Abbiamo appreso che una nostra giovane concittadina, di professione insegnante, è stata messa pubblicamente alla gogna sulla pagina ufficiale della sezione milanese del gruppo neofascista (v immagine qui sotto). Colpevole di aver partecipato alla manifestazione “Intollerenza zero” dello scorso 30 settembre 2018 e di aver osato criticare su un gruppo Facebook il consigliere comunale casapoundino Lorenzo Corradini (il quale in precedenza si era scagliato contro i percorsi didattici di ANPI ed Emergency nelle scuole locali).
Mostrare volto, nome e cognome di una persona, gettarla in pasto ai simpatizzanti e ai loro commenti grondanti odio, attaccarla per il proprio lavoro e accusarla di “indottrinare gli studenti” sono pratiche vergognose e vigliacche, di cui siamo ampiamente stufe/i.
Per prima cosa: massima solidarietà all’insegnante attaccata; vi chiediamo intanto di dare risonanza all’accaduto. Vi terremo aggiornate/i sugli sviluppi.
#nopasaran #ColognoResiste

Comunicato | 14 giugno 2018

COMUNICATO STAMPA DELLA RETE ANTIFASCISTA DI COLOGNO MONZESE SULLE GIORNATE DEL 9 E 10 GIUGNO 2018

BELLA CIAO

 

La Rete Antifascista di Cologno Monzese è soddisfatta degli obiettivi raggiunti nelle giornate del 9 e 10 giugno 2018:

  • informare, con la campagna “La guerra non è un gioco”, l’opinione pubblica sulla “rievocazione storica” voluta dall’amministrazione comunale, iniziativa che ha visto un campo militare con figuranti quasi totalmente vestiti da soldati della Germania hitleriana;
  • presidiare il centro cittadino e vigilare sullo svolgimento del campo militare.

 

Si osserva che:

  • nelle due giornate il campo militare è stato disertato dai cittadini di Cologno, fatto che indica un fallimento per l’iniziativa di sindaco e assessori;
  • il campo militare, a causa dell’assenza di pubblico, domenica 10 giugno è stato chiuso con circa un’ora e mezza di anticipo;
  • più di un centinaio di persone hanno raccolto l’invito della Rete e partecipato alle rappresentazioni, agli interventi e alle testimonianze che si sono alternate per tutto il pomeriggio in piazza XI febbraio;
  • alla fine del presidio la Rete ha promosso un corteo che da piazza XI febbraio si è recato pacificamente al cippo dedicato ai nove deportati colognesi, di fianco a Villa Casati, sede del comune.

 

Tutto questo è potuto accadere grazie alla volontà di chi ha voluto, ancora una volta, ribadire che l’Italia è una Repubblica nata dalla Resistenza antifascista e che ogni oltraggio portato all’antifascismo e alla Resistenza vedrà sempre pronta, ferma e determinata la risposta delle persone che si riconoscono nei loro valori.

 

Abbiamo scelto di manifestare portando in piazza magliette bianche e cartelli recanti la scritta “La guerra non è un gioco”, abbiamo scelto di leggere brani che parlano di cosa è stata la guerra per chi l’ha vissuta, per smontare le narrazioni tossiche che mettono sullo stesso piano tutte le parti coinvolte nella II guerra mondiale e nella Resistenza. Abbiamo scelto di stare in piazza in questo modo perché il nostro primo intento è comunicare con le persone che vivono il territorio. Abbiamo scelto di dire che un’amministrazione comunale deve educare ai valori della pace e della convivenza, non dare un’immagine annacquata, falsa e di parte della guerra.

 

Ringraziamo tutti/e i/le cittadini/e di Cologno e territori limitrofi, le forze politiche e sociali che hanno raccolto il nostro appello e che hanno animato pacificamente il presidio da noi promosso.

 

14 giugno 2018
RETE ANTIFASCISTA COLOGNO

Cultura di guerra e propaganda: ecco la “rievocazione storica” voluta dalla Lega a Cologno Monzese

Ecco la “didattica” proposta (per fortuna in una piazza deserta) durante la “rievocazione storica” di un accampamento nazista voluta dall’amministrazione comunale di Cologno Monzese nelle giornate del 9 e 10 giugno 2018.
Marciare e ubbidire agli ordini, il tutto con le uniformi dell’esercito che ha occupato, torturato, ucciso e deportato migliaia di persone nel nostro paese e 9 nostri concittadini, strappati dalle loro case dopo gli scioperi contro la guerra nelle fabbriche di Sesto San Giovanni.
Per la giunta leghista che governa Cologno queste cose avrebbero un valore culturale, in particolare per le giovani generazioni.
Per fortuna la Cologno aperta e solidale ha riempito la vicina piazza XI febbraio con la manifestazione La guerra non è un gioco.
#laguerranonèungioco #colognoresiste

Domenica 10 giugno: fiasco per il campo, piazza piena e colorata per la cittadinanza contraria

Alcuni scatti dalla giornata di domenica 10 giugno 2018 a Cologno Monzese: mentre il vergognoso accampamento della “rievocazione storica” veniva smontato con un paio d’ore ore di anticipo perché vuoto, piazza XI febbraio ribadiva che La guerra non è un gioco e poi rendeva omaggio al cippo che ricorda i nove deportati colognesi.
Grazie a tutte/i le/i partecipanti, abbiamo dimostrato che noi ci siamo e ci saremo sempre.

#colognoresiste #laguerranonèungioco #ainostriposticitroverete