Mobilitazioni

Lettera aperta ai/alle candidati/e sindaco/a della Rete antifascista Cologno: risposte e non-risposte

Lo scorso 25 agosto abbiamo inviato una lettera aperta ai/alle candidati/e sindaco/a della nostra città per conoscere le loro opinioni riguardo i temi che ci stanno a cuore. Immaginando i numerosi impegni dovuti a una campagna elettorale concentrata in poche settimane, abbiamo pensato che un periodo di dodici giorni per elaborare una risposta fosse ragionevole.

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Mobilitazioni

Lettera aperta ai/alle candidati/e sindaco/a

Dato che si avvicinano le elezioni amministrative a Cologno Monzese (20 e 21 settembre 2020), abbiamo deciso di inviare una lettera aperta indirizzata ai/alle candidati/e sindaco/a della nostra città a proposito dei temi che ci stanno a cuore.

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Presidio del territorio

Fratelli d’Italia a Cologno: una campagna elettorale sempre più esplicita

La campagna elettorale per le amministrative di settembre 2020 di Fratelli d’Italia sta tirando fuori un certo neofascismo latente nel partito erede del vecchio MSI. In questi giorni è comparso il manifesto che si vede nella foto riportata, con una citazione di Giorgio Almirante (repubblichino, redattore della rivista “La difesa della razza”, firmatario di bandi per la fucilazione di partigiani e capo dell’MSI).

Incuriosite/i, siamo andati a spulciare il profilo Facebook del candidato in questione, scoprendo il discutibile hobby di postare pubblicamente materiale che fa apologia di fascismo (v. galleria qui sotto).

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La guerra non è un gioco

9-10 giugno: a due anni da “Cologno al tempo della seconda guerra mondiale” (aka “il campo nazista”)

Oggi ricorre un anniversario particolare per la città di Cologno, la nostra città, città dove molti di noi sono cresciuti e tutt’ora vivono.

L’anniversario di un avvenimento che – come abitanti della città e persone che si rispecchiano in determinati valori – ci tocca da vicino e accende ancora sdegno e incredulità, ripensando al fatto che sia realmente successo.

È l’anniversario dell’ignobile iniziativa “Cologno ai tempi della seconda guerra mondiale”, organizzata dall’attuale giunta guidata da Angelo Rocchi il 9 e 10 giugno 2018.

Non è solo l’anniversario di quell’iniziativa, ma di una delle tante vicende politiche (forse la più emblematica a Cologno), che mostrano in modo esemplare come intende l’attività di governo questa giunta e più in generale la destra in Italia.

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bandiera antifa
Mobilitazioni

2 giugno 2020 a Cologno Monzese

Il 2 giugno 2020 si è svolta la prima vera manifestazione della fase post quarantena a Cologno Monzese. Su iniziativa della sezione locale dell’ANPI, ci si è radunati/e intorno al monumento alla Resistenza per celebrare la Festa della Repubblica. Mentre nelle principali città italiane il 2 giugno veniva strumentalizzato dalle destre per ragioni di tattica e propaganda, a Cologno si è dato un segnale preciso: la Repubblica italiana nacque nel solco della Resistenza partigiana e nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, ogni tentativo di far scomparire quella storia e quegli ideali a Cologno non trova spazio.

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Presidio del territorio

Il tatticismo elettorale dei neofascisti

Apprendiamo dalla Gazzetta della Martesana di sabato 1 agosto 2020 che il consigliere comunale di Casa Pound, Lorenzo Corradini, dopo aver cambiato diverse casacche sarebbe passato armi e bagagli a Fratelli d’Italia (venne eletto nel 2015 con la Lega, passò al gruppo misto a sostegno del sindaco Angelo Rocchi nel 2018).


Non stupisce, date le prese di posizione sempre più sfacciate del partito (basti ricordare la vicesindaca Gianfranca Tesauro e la sua mascherina “boia chi molla”, pienamente rivendicata a livello pubblico).
Manovre come queste confermano come le organizzazioni neofasciste tentino in tutti i modi di infiltrarsi nelle istituzioni e di rimanere attaccate alle poltrone.

Manterremo alta l’attenzione su quel che accadrà in città durante la campagna elettorale per le amministrative del 20-21 settembre prossimi.

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Presidio del territorio

Fratelli d’Italia a Cologno: le frequentazioni poco raccomandabili di Marianna Tedesco

Riprendiamo una notizia passata forse in secondo piano in questa strana estate colognese. Sulla Gazzetta della Martesana di sabato 25 luglio 2020 è apparso l’articolo riportato nelle immagini postate di seguito.

Si parla di Marianna Tedesco, da poco subentrata nel ruolo di consigliera comunale in seguito alle dimissioni di un membro del suo stesso partito, Fratelli d’Italia.

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Mascherine tricolori

Mascherine tricolori, ottavo atto: flop della manifestazione nazionale e minacce per l’autunno

20 giugno 2020, ottavo sabato per le piazze delle Mascherine Tricolori, giorno della manifestazione nazionale del “movimento” a Roma.

Il termine movimento merita le virgolette perché – come già rilevato fin da inizio maggio dall’Osservatorio – si tratta di una creatura made in Casa Pound. L’organizzazione neofascista, infatti, sarebbe alla ricerca di rinnovate agibilità politica e legittimazione sociale nella fase post-covid, dove punta a cavalcare il malessere sociale della classe lavoratrice in difficoltà. Obiettivo: aggregare nuovi consensi e militanti intorno all’ostilità verso il governo Conte, accusato di essere contrario agli interessi “degli italiani”.

Questo è stato appunto il sabato scelto per la prova di forza nella capitale, con la convergenza in un’unica piazza centrale, quella della Bocca della Verità, dopo un breve corteo da via dei Cerchi.

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Mascherine tricolori

Mascherine tricolori, atto settimo: manifestazioni regionali per fare numero

13 giugno 2020, settimo episodio della saga delle Mascherine Tricolori. Come l’Osservatorio denuncia ormai dal 2 maggio scorso, dietro la narrazione del movimento spontaneo di italiani colpiti dalla crisi economica si nasconde – nemmeno troppo bene – Casa Pound. L’organizzazione neofascista, infatti, sarebbe alla ricerca di rinnovate agibilità politica e legittimazione sociale nella fase post-covid, dove si aspetta di cavalcare il malessere sociale della classe lavoratrice in difficoltà. Obiettivo: aggregare nuovi consensi e militanti intorno all’ostilità verso il governo Conte, accusato di essere contrario agli interessi “degli italiani”.

Nelle ultime due settimane avevamo rilevato come il numero dei manifestanti sembrasse essere calato, probabilmente per via dell’impegno non indifferente di organizzare ogni sabato presìdi capillari sul territorio nazionale. L’unica eccezione era rappresentata da Roma, che per ragioni simboliche e politiche è da sempre palcoscenico principale dell’azione di Casa Pound.

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Mascherine tricolori

Mascherine tricolori, atto sesto: gli ultrà neofascisti del Circo Massimo si prendono (momentaneamente) la scena

6 giugno 2020, sesto sabato di protesta per le Mascherine tricolori, il movimento creato a tavolino da Casa Pound per riproporsi all’opinione pubblica con una faccia presentabile, cavalcare il disagio sociale dell’emergenza Coronavirus e cercare di acquisire nuovi seguito e militanti (si vedano gli articoli dell’Osservatorio sulle precedenti settimane di mobilitazione).

Il dato saliente di questo sabato è che le luci della ribalta sono state sottratte alle Mascherine dalla manifestazione convocata da Forza Nuova e ultrà delle curve neofasciste al Circo Massimo per protestare contro il governo in carica; manifestazione degenerata in una ridicola rissa tra fazioni in competizione e scontri con le forze dell’ordine. Gran seccatura, se pensiamo che il sabato precedente (30 maggio) ci avevano pensato i Gilet arancioni dell’ex generale Pappalardo e la scomposta “marcia su Roma” a rompere le uova nel paniere e distogliere l’attenzione dalle manovre delle Mascherine a tre colori.

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